La mostra delle maschere

LA MOSTRA DELLE MASCHERE: LA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO DI MARINEO FESTEGGIA IL CARNEVALE PUNTANDO SU ARTE E CULTURA

 

La celebrazione del Carnevale è molto sentita all’interno della comunità di Marineo. Come ogni anno, gli alunni della Scuola Secondaria di I Grado “Luigi Pirandello” si sono dedicati all’ideazione e alla realizzazione di maschere artistiche, straordinarie per fattura e originalità. Gli studenti, guidati dal professore Epifanio Barbaccia, utilizzando la tecnica della cartapesta hanno realizzato dei manufatti che ripercorrono la tradizione della maschera carnevalesca innovandola con citazioni tratte dai grandi quadri di autori come Van Gogh, Picasso, Mondrian e altri. La maschera è diventata quindi uno spunto attraverso cui ogni studente ha potuto manifestare la propria creatività e trasformare le conoscenze apprese dallo studio della storia dell’arte in manufatti che, per tecnica e originalità, possono senza dubbio definirsi prodotti artistici.

Al termine di questo percorso didattico è stata allestita nei locali della Scuola Secondaria “Luigi Pirandello” una variopinta mostra di tutte le maschere realizzate dai ragazzi. Si tratta di lavori ricchi di colori, forme ed echi di grande suggestività attraverso i quali i piccoli artisti della scuola media di Marineo hanno offerto, dopo i presepi natalizi, un ulteriore saggio della loro bravura. Martedì 4 marzo si è infine tenuta una vera e propria votazione nel corso della quale gli alunni hanno scelto le maschere migliori tra quelle esposte.  

Questa attività, così stimolante e innovativa per i ragazzi, offre anche un importante spunto di riflessione sul significato storico e antropologico del Carnevale. Il Carnevale infatti non è solo divertimento fine a se stesso, ma è una festa antichissima in cui la tradizione cristiano-cattolica si fonde con le festività greco-romane e pagane.

Nella tradizione cattolica il periodo di Carnevale è definito tempo di Settuagesima, nel quale l’uomo è chiamato a riflettere e a riconciliarsi con il Padre Celeste.  La parola deriva da carne-(le)vare (Devoto-Oli)“togliere la carne”, in quanto indica il banchetto del Martedì Grasso, dopo il quale comincerà la Quaresima, i quaranta giorni di astinenza e digiuno prima della Pasqua. 

 Il Carnevale è il momento in cui si confondono e si rovesciano le gerarchie e gli assetti sociali, in cui il disordine (il caos) si sovrappone momentaneamente all’ordine (cosmos), che riemergerà rinnovato e purificato per un altro anno solare. Il Carnevale nel suo significato più profondo è quindi il momento del caos transitorio, in cui vita e morte, strutture sociali e culturali si confondono. Le maschere hanno una funzione apotropaica e indicano che le frontiere sono state abbattute, che le identità tradizionali sono state rovesciate, che vita e morte risultano momentaneamente confuse. Alla fine ritornerà l’ordine.

L’uso della maschera è antichissimo. Nel corso della storia dell’uomo sacerdoti, stregoni, maghi rappresentavano attraverso di essa in modo antropomorfico l’essenza del divino e del demoniaco. All’interno del Carnevale la maschera ha un preciso significato simbolico. L’etimologia della parola maschera non è certa. Una delle ipotesi fa derivare il nome da masca che in alcune località della Liguria e del Piemonte significava “larva”, “strega”. Le maschere spesso rappresentavano le anime dei morti che, evocati tramite riti propiziatori, ritornavano sulla terra per auspicare raccolti abbondanti. La maschera, che ha una vita lunga e complessa risalente ai più antichi rituali religiosi fino ad arrivare al teatro, è diventata il simbolo del Carnevale.